lunedì 1 marzo 2010

avvicinati che ti racconto una cosa..


muoio per scoprire quel mondo che muove a tutt' e due.. e vorrei intraprendere un viaggio come un gran vagabondo.. e che nei tuoi sogni cercando un'amante la ritrovi in me.. vorrei ascoltare le cose, quelle cose che non dici mai.. nascondendo le ferite che mi feriscono mentre penso alla solitudine.. muoio per conoscerti, sapere cosa pensi, far entrare il mio sguardo per i tuoi occhi.. perché ti sei portato la mia vita.. in questo silenzio e questa pena.. perché non sai cosa si prova perdere.. cadere in un abisso profondo e senza fede.. e qui mi hai, come una rocca che non prova, che non colpisce e che non sente.. non sai che la tua assenza fu come un sorso di miele che mi è rimasto aggrappato nella mia pelle.. non sai cos'è l'amore.. né la paura che causa la desolazione.. non sai che danno hai fatto.. come non sai in quanti pezzi è questo cuore.. che solo batteva con il solo suono della tua voce.. maldita sea!

3 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

quel dannato clown mi mette addosso una paura fottuta :D

(ho il terrore di clown e pupazzi. ancor più dei clown-pupazzi. si era capito?)

Vanessa ha detto...

anche a me.. mi fannmo paura.. hai colto senza volere il contenuto :D..

minervabianca ha detto...

a me i clown invece fanno tanta tenerezza, mi mettono addosso una tristezza indicibile...tutta colpa di mia madre! :P lei mi raccontava spesso che da bambina aveva letto la storia di un clown che ogni sera, tolta la maschera di scena, si lasciava andare a ricordi nostalgici: un uomo in gabbia costretto a mostrare al mondo sentimenti di gioia non suoi